la Prima Mostra


Luca Crippa

Luca Crippa presenta la sua prima mostra personale nell'autunno del 1943 presso la Galleria Borromini di Como. Le opere esposte con una notevole dose di coraggio (visti gli anni) nascevano dalla suggestione che suscitò in Luca un fascicolo di Labyrinthe, rivista surreale stampata in Svizzera e ritrovata dall'artista in una libreria nel '38, e dalla contemplazione di alcune opere di Salvator Dalì. Tali opere incontrarono il favore e l'ammirazione sia del pubblico che della critica di cui si fece da portavoce il quotidiano La Provincia. La cronaca dell'evento, infatti, sottolineava, assieme alla giovinezza dell'artista, la sua "eccezionale maturità" che si manifesta in una "ricchezza di fantasia" e soprattutto in "una passionalità sincera, scevra d'ogni artificio" che fanno preconizzare che a un tale giovane "tutte le conquiste si annunciano possibili".

ELENCO DELLE OPERE:
1- ANGOLO DI PAESE
2- GIORNATA FREDDA
3- LE CAVE
4- NEVE AL PARCO DI MONZA
5- BOZZETTO VERDE
6- BOZZETTO ROSSO
7- PERIFERIA DI SEREGNO
8- IL VELO SUI FIORI
9- ANGOLO DI BRIANZA
10- VILLA PARADISO
11- LA SERRA
12- NATURA MORTA CON MASCHERA
13- PANNOCCHIE ACERBE
14- IL BACCACCINO
15- CITTA' A SERA

100 DISEGNI






Case a Barzanò, 1940


Parco di Monza, 1941


Figure, 1940


Case a Lissone, 1941





"E' giovane, anzi giovanissimo. I giovani della sua natura distruggono perpetuamente il mondo dopo averlo inventato e lo inventano dopo averlo distrutto. Fra questi esseri e l'universo mondo, quando sono autentici, é stabilito un conflitto nativo le cui radici sono la propaggine della pianta eterna dello spirito creatore di nuove bellezze e meraviglie. Egli mi fa pensare a un nitrente focoso puledro sgaloppante nella prateria della fantasia. l suoi occhi sono due spade, quando non trafiggono chi lo guarda le rotea negli spazi per popolarli di visioni, girando con la mano la pipa in bocca come la manovella di un pianino. Le cose che vede, le persona che gli passano vicino le ridisegna, le muta, le trasforma. Forse spacca le montagne per farne venir fuori il fuoco delle sue tempere fiammeggianti. Forse taglia fette di cielo umido per stenderle su certi suoi paesaggi anemici, inventando via via tecniche impensate. Passa due giorni e due notti sempre a disegnare, senza mangiare senza bere. Si nutre di disegno. Casse di disegni: potrebbe tappezzare una città di disegni. I suoi disegni sono mossi e agitati quando danno vita a figurazioni grottesco-surrealiste, ma sono altrettanto estatici di fronte al volto di un bambino per coglierlo nel suo angelico stupore e commossi davanti al dolore umano."
(Guido Le Noci, Presentazione della mostra personale di Luca Crippa alla Galleria Borromini, 1943)





Case a Merate, 1943




Alta Brianza, 1941