Gio' Ponti: Art, Disegni e fotomontaggi


Pannelli per armadio, 1952 Collezione Giò Ponti

Dal '46 al '49 Crippa amplia la sua esperienza nello studio milanese di Gio Ponti, nome sufficiente ad indicare un clima ed un luogo ove senso estetico, invenzione e operatività vissero strettamente congiunte. Giò Ponti apprezza a tal punto il lavoro di Crippa da farsene mentore e garante. Nel suo studio Luca Crippa lavora per tre anni come decoratore e realizza stoffe, ceramiche, arazzi, vetri incisi e decorati, mosaici e mobili dipinti. Le ceramiche dipinte per Borletti, esposte a Parigi e a New York vengono pubblicate a piena pagina dalla rivista Plasir de Paris e da Art et Décoration. A partire dal '48 viene invitato ad eseguire interventi su diversi transatlantici: per il "Conte Biancamano" dipinge su cristallo i personaggi della Commedia dell'arte, per il "Conte Grande" decora la sala dei bambini, per la "Leonardo da Vinci" segue il pannello dei "Ricordi d'Italia". Queste realizzazioni gli aprono la porta al mondo dello spettacolo.





Decorazione su Mobile, 1949


Decorazione su Mobile, 1949



"V'è un disegno drammatico, come quello di Vespignani, o Francese, Chighine; forse non è nemmeno quel che si dice disegno, è una espressione umana. V'è l'antica abitudine di indicare come disegno, ciò che è fatto con matita o carbone sulla carta: dir bianco e nero è più giusto, è più giusto attribuirlo ad una pittura di bianco e nero, che non al disegno vero e proprio. Forse occorre restituire al "disegno" la sua definizione limitativa di linea, tracciata con una punta: e di goderne la grafia che se esaurisce in questa austera e bella convenzione. Ciò pensavo vedendo le moltissime cartelle di disegno di Luigi Crippa e vedendolo disegnare con una facilità pura ed esclusiva, nella riuscita magia delle sue linee. Attraverso questo suo grande estro disegnativo egli entra nelle nostra pagine, e vi porta una fantasia precisa e netta ed in temperamento. Le nostre pagine si orienteranno verso un loro "fantastico" all'italiana, cioè dell'accostamento fantastico figurativo di elementi reali. Un fantastico meraviglioso, favoloso perché leggibile. Il fantastico non deve essere fatto di elementi fantastici ma di elementi reali: il centauro, fantasticissimo essere, è tale perché è uomo vero dove è uomo e cavallo vero dove è cavallo. Ma su ciò torneremo: ora ci piace sottolineare di Crippa i bei disegni a punta di penna, gli acquarelli; e le singolarità di alcuni suoi "fotomontages". "

(Gio Ponti," Disegni e fotomontaggi di Crippa", in "Stile", settembre 1946.)






Copertina Rivista Stile, Dicembre 1946




Il passato di una donna, 1944


La sfollata, 1944


Senza Titolo, 1939


Senza Titolo, 1938


Senza Titolo, 1938


Senza Titolo, 1940

Le opere prodotte con la tecnica del collage di cui Gio Ponti parla su Stile nel settembre del '46 "Disegni e fotomontaggi di Crippa" come di una "riuscita magica" in grado di dar vita a un vero e proprio "fantastico all'italiana", testimoniano padronanza e felicità, oltre che al caustico approccio ad eventi e personaggi, non disgiunto da una commovente capacità di trasfigurazione lirica. Un "fantastico all'italiana", nato dall'accostamento fantastico di elementi reali in collages e disegni dalla "facilità pura ed esclusiva" e dalla sorprendente "magia delle linee". Già da queste opere si intuisce quella che sarà una costante nella sua pratica artistica, la fedeltà ad un segno festosamente metamorfico, giocato senza aloni e preziosismi puramente decorativi, spesso con sapida carica ironica, in araldiche impaginazioni. Una vita tutta sua all'avanguardia: una sensibilità sospesa tra dadaismo e surrealismo, ma senza assolutizzazioni e devozioni, che potrebbero mortificare o imprigionare il suo estro.


( Vincenzo Guarricino, "Castelli di carta tra disegni, collages e polimaterici di Luca Crippa", gennaio 2002)